lunedì 27 maggio 2013

Recycling o Upcycling?

Buon giorno! è un po' di tempo che mi interrogo sul concetto di Recycling e Upcycling, ma anche di Reuse... tanto per stare con gli inglesismi, noi che siamo "moderni" ;-)
Mi sono accorta che queste tre parole sono utilizzate in modo improprio ed io per prima l'ho fatto! Iniziamo quindi con qualche definizione, con l'aiuto della cara amica Wikipedia, ormai prima protagonista di ogni mia ricerca....
  • Recycling (riciclo) è un termine usato per definire  il processo, di solito chimico, al quale viene sottoposto un materiale, di solito immondizia, per crearne uno nuovo e riutilizzabile, per esempio il riciclo della carta: siamo tutti d'accordo nel dire che la carta riciclata è diversa da quella "normale"; Nuova vita al materiale. Qui un articolo interessante sui materiali riciclati per l'edilizia.
pannelli in legno riciclato via infrawindow
mobili realizzati in carta riciclata via Inhabitat
sedie in carta riciclata via inhabitat
  • Upcycling (non ho trovato traduzione in italiano in wiki!) è invece un processo che porta all'uso di un prodotto considerato di basso valore o inutile, non più riutilizzabile, per creare un altro prodotto di maggior valore. La composizione interna in questo caso non viene variata: l'oggetto è lo stesso, ma viene in parte modificato (un esempio? lampade fatte con vecchie bottiglie di vetro); Nuova vita all'oggetto, con piccole modifiche.
via Caring consumerings e consiglio di dare un'occhiata all'articolo... sullo stesso tema!
via science of the time (non so se mi ci siederei, ma è un'idea simpatica!)
Qui i bancali vengono tagliati e  modificati per raggiungere il risultato...splendido! via Xlacasa.it
  • Reuse (che poi sembra contenga anche l'upcycling) è l'utilizzo di un oggetto che era già stato usato in precedenza, magari lo si può personalizzare, come quando ridipingiamo vecchie sedie con colori vivaci... ê anche il principio dello shabby chic: si perndono vecchi mobili e grazie a sapienti trattamenti, eccoli con un nuovo ed elegante aspetto! Si contempla anche l'uso, per esempio, di bobine come tavolini da salotto... un mondo tutto da esplorare! Uso nuovo, ma stesso oggetto.
via Pinterest

via My ideal home, ma direi che se il pallet viene poi rielaborato e modificato si tratta di Upcycling... no?

via Pictify
Non si tratta di verità assoluta in quanto i limiti che intercorrono fra una definizione e l'altra sono sottili, sottilissimi, praticamente intrecciati, ma mi sembra corretto iniziare a mettere dei paletti, visto che si è capito che il mondo sta iniziando a girare proprio in questa direzione. Very GREEN!!!
Passeggiando un po' nella rete si possono trovare mille idee diverse tra tutti e tre i concetti che ho cercato di spiegare in questo post... (qui per esempio)
Ma ne riparlerò presto, perché è un argomento che mi interessa e mi affascina tantissimo! 
Intanto rifatevi gli occhi con i 2 boards di Pinterest che ho creato sul tema...eh sì, molta, molta confusione!!!!

venerdì 24 maggio 2013

Il muro dell'ingresso...


L'ingresso è uno dei posti più interessanti della casa: è il primo posto che si vede entrando: la presentazione, il biglietto da visita dei padroni di casa, ma anche il primo luogo che si incontra tornando da un viaggio, quindi è lui che accoglie, non per niente credo che il WELCOME dei tappetini e delle porte non è rivolto all'ospite, ma anche allo stesso padrone di casa, che al solo entrare si sente "coccolato" con questa parola.
via Brit+co
Simona HPS nel suo post dice: "Gli appartamenti di oggi non hanno più uno degli ambienti più utili e accoglienti della casa" e lo descrive con una poesia che... dateci una letta!
Alcune case, magari un po' più spaziose, si possono permettere il "lusso" di questo spazio in più! - e dico in più perché spesso per l'architetto è uno spazio di risulta, che si arrangino gli altri ad arredarlo!
Ecco che ci si trova con situazioni spaziali complicatissime, entrate scomode e storte, porte che si affacciano su stretti corridoi o su uno spazio aperto, da delimitare con i mobili... ma ci sono soluzioni interessanti per ogni caso!! (ed è questo ciò che mi piace del mio lavoro!).

Inizio oggi con il classico muro di fronte all'entrata. Una volta era uso comune avere una console munita di specchio (per ritoccare l'acconciatura prima di uscire....) oggi, con l'avvento del Feng shui lo specchio così collocato è sconsigliato perché riflette gli spiriti che entrano! ...ma anche perché spesso la gente si spaventa a vedere se stessa appena entrata in casa d'altri...
Allora ecco che appaiono anche i quadri sulla console ma le soluzioni alternative sono infinite! Per questo mi accingo a fare alcune considerazioni:
  1. Proprio in quanto presentazione della casa l'ingresso dev'essere impeccabile: sempre ordinatissimo: allora le chiavi non mettiamole nel cestello, ma in una scatola chiusa, magari una scatola bellissima!
  2. Organizzazione è la parola chiave: ci sono esempi geniali, per le famiglie numerose!
    qui un DIY! via Get on with it alredy
  3. Non è un ambiente di sosta, ma di passaggio e per questo le sue funzioni sono limitate a rappresentanza, accoglienza e guardaroba (se i cappotti li mettiamo lì), ma pensiamoci: sono tutte funzioni poco ergonomiche, cioè non ci sono limiti dettati dalla forma del nostro corpo per questo ambiente, a parte magari l'altezza dell'appendiabiti...
    via simply grove
  4. Insomma l'ingresso è pieno di possibilità creative, il luogo in cui potete presentare al mondo (o ai vostri ospiti) chi siete veramente, il muro come tela bianca! Express yourself!
    come esprimere la propria personalità in ingresso... via Pinterest

Ecco qualche idea originale trovata in giro....
  • Pittura magnetica e tessere dello Scarabeo, un'idea carina per lasciare un messaggio...guadagnando punti! Si possono lasciare anche bigliettini, ma attenti a non creare un ambiente disordinato!
dal blog A subtile revelry
  • La pittura può essere anche lavagna, ma ricordatevi di avere i gessetti a portata di mano e di pulire ogni tanto.... e poi può essere magnetica+ lavagna...ma forse così è troppo...
da Decoist
(in questo momento la pittura lavagna è pure a casa mia...ma in verde chiaro!)
  • Un'altra idea geniale e che farò mia molto presto, è riempire la parete di appendiabiti originali, sempre diversi e colorati, come se fosse una collezione ed in effetti può proprio diventarlo!
Ecco alcuni esempi...
via Livet Hemma
via Pinterest
via Poppy talk
  • E ancora nelle infinite possibilità si possono ricilcare gli oggetti più impensati per accogliere chi entra in casa...
via my pink life
via Shabby creek cottage

via HGTV
Trovate altre interessanti soluzioni nel board di Pinterest Welcome home: idee per ingressi!! E la vostra entrata ideale come sarebbe? come vi rappresenterebbe?

lunedì 20 maggio 2013

Welcome style... secondo me!

Buon giorno a tutti! qualche giorno fa ho parlato di uno dei programmi di Paola Marella e oggi eccomi a commentare il suo ultimo successo: Welcome style!
Se l'altra volta parlavamo di Home Staging, oggi trattiamo il Restyling, cioè il cambio look di un ambiente di casa nostra riutilizzando mobili esistenti ma modificando completamente l'aspetto finale.
...un po' come una bella messa in piega: se fatta bene, anche se i ritocchi sono minimi, il risultato è spettacolare!
dalla pag di Paola Marella su FB
E non so voi, ma anche a me piacerebbe dominare la scena su una poltrona sorretta da due baldi collaboratori.... ^_^  
A parte gli scherzi, questa volta il format rispecchia esattamente il processo del vero restyling: dopo un primo colloquio con il cliente, si analizza l'ambiente valutando oggetti e mobili da eliminare, tenere, riutilizzare (o modificare).
Il programma usa il metodo del pollice su (mantenere), pollice giù (eliminare) e riciclo e credo che sia una soluzione visuale molto chiara per spiegare ai telespettatori le scelte estetiche.
via Discoverymedia
MA... (una critica la devo pur fare no?) mancano i perché! e credo sarebbero proprio le motivazioni delle scelte prese a rendere il programma ancora più interessante!
Probabilmente per motivi di tempo si glissa sul perché certi colori vengono accostati o si appoggia una lampada moderna ed essenziale su un tavolino dall'aria antica.... sono cose che io spiego sempre e che aiutano il proprietario ad essere parte attiva, ma soprattutto protagonista del progetto.
Nel restyling infatti l'obiettivo principale è, a parte mantenere un'estetica gradevole ed equilibrata, riuscire ad esprimere al meglio la personalità del proprietario, che considero protagonista dell'intervento, più della stanza stessa.
Purtroppo in Welcome style ci si sofferma molto sui metodi di pulizia e di mantenimento di oggetti e mobili, cosa che ritengo molto importante (ho imparato soluzioni interessanti ed utili -  diciamolo: io non sono una super-casalinga, anzi...), ma che credo dovrebbero essere inserite su un altro tipo di programma...
Insomma: e se si approfondisse di più l'intervento pratico e si spostassero i consigli per la padrona di casa per un altro format??? Voi che ne dite? Lo chiediamo al signor Real Time?

venerdì 10 maggio 2013

Parliamo di Paola Marella! ...o dei suoi programmi!


L’altro giorno ho letto un articolo sul blog di una collega: Arching Home Stager, che parlava di quanti programmi oggi parlino di argomenti attinenti all’Home Staging ed al Restyling.
Parto proprio da questo interessante articolo che raccoglie direi tutti i format televisivi, per fare una riflessione che mi gira da tempo in testa: parliamo di Paola Marella! Questa donna geniale che ha fatto del suo mestiere una, due, no! TRE serie televisive trasformandosi in poco tempo nel simbolo indiscusso del Restyling e dell’Home Staging per l’immaginario collettivo.
via Paola Marella
Insomma tanto di cappello ad una profesionista che ha saputo vedere lontano!!!

E sotto sotto mi fa piacere quando i miei amici per ridere a volte mi chiamano la Paola Marella di Padova…. (^_^ simpaticoni…)
Ma quando mi trovo a spiegare i concetti dell’Home Staging e mi sento rispondere: “Ah! Come in Vendo Casa disperatamente!”; devo dire ogni volta “NO” ed iniziare spiegare le differenze fra questo famoso programma e il Marketing Immobiliare reale.
In TV ci si trova nella tipica situazione con tre immobili in vendita e un solo acquirente che visita gli appartamenti valutandone pregi e difetti assieme alla conduttrice e ne sceglie uno con il criterio del “meno peggio”, cioè quello che meno si allontana dalle esigenze dell'acquirente.
A questo punto entra in gioco l’Architetto che grazie alla collaborazione di diversi professionisti ristruttura completamente l’ambiente scelto e lo rende funzionale al cliente protagonista della puntata.
Essendo uno spettacolo televisivo, le soluzioni scelte sono spesso spettacolari, soprattutto per l’uso dei colori e dei motivi delle carte da Parati.
Troviamo anche interessantissime librerie in cartongesso e soluzioni di illuminazione particolari, insomma, una bella fonte di ispirazione!
Ora inizio con le mie piccole osservazioni (sempre molto personali: è il mio blog no?).

  • La prima differenza e direi anche la più importante, che trovo fra il programma e la professione reale è l’obiettivo ultimo: in TV si lavora per andare incontro alle esigenze del singolo cliente, nella realtà l’Home staging ha come scopo rendere l’appartamento gradevole al maggior numero di potenziali clienti: più si riesce ad aumentare il target, più possibilità di vendita ci sono.
  • Come ho detto prima, il format televisivo pretende che vengano presentate idee molto originali (esagerate?), che possano essere d’ispirazione per lo spettatore, ma nella vita reale, sfido chiunque a resistere più di un mese con un disimpegno laccato interamente di Rosa fuxia, soffitto compreso! Non nego che sia bello e che possa piacere, ma sono dell’opinione che soluzioni così drastiche possono essere gradite da pochi e per poco tempo… (come quando uno si tinge i capelli di colori improbabili: non dura molto!)
  • La portata degli interventi poi ha dei costi purtroppo abbastanza elevati: direi in media sui 7.000 € senza contare l’intervento di consulenza architettonica e permessi vari (spesso si buttano giù le pareti e per questo ci vuole una DIA, ma agli spettatori non lo diciamo...); per quanto riguarda l'home staging, invece, c'è proprio l'obiettivo dichiarato di avere un minimo investimento per raggiungere il massimo risultato.
Tirando le somme, la mia "conoscenza" del programma dimostra che sì, l'ho visto spesso! quindi lungi da me criticare un format che ha avuto ed ha ancora grande successo, ma... sia chiaro che non si tratta di home staging ma di ristrutturazioni mirate. 
...e tranquilli, parlerò anche di Welcome style, che mi piace tanto... quello sì invece che è proprio Restyling!!!! 


lunedì 6 maggio 2013

Ode al Tavolino!

Eccomi qui!!! e premesso che non riesco più a inserire foto personali su blogger, capisco che il mio post di oggi, che chiaramente parla di tavolini che ho visto alla fiera di Milano, parlerà di tavolini in generale... (mannaggia al blogger!).
È una riflessione che sto facendo da tempo: il ruolo dei tavolini oggi, con il poco spazio che abbiamo, con la necessità sempre più diffusa di multifunzionalità, con i prezzi che vanno alle stelle sempre... eppure questo oggetto all'apparenza inutile o se vogliamo secondario, mi attrae sempre di più!
Diciamolo, mi circonderei di tavolini di tutte le forme e colori e vi spiego subito il perché:
via Arredamento.it Poliart by Luca Nichetto
via Design-you

I tavolini Poliart, ispirati a famose città (riconoscete Venezia?) ne sono un esempio lampante: li ho visti sia a Vicenza che a Milano e mi hanno proprio impressionato per il loro essere elemento di colore, scultura, piano di appoggio e seduta allo stesso tempo, non è geniale? Ecco tutto quello che può essere un tavolino e tutto in una sola volta! 
Grazie alla flessibilità in forma, superficie e altezza (non ci sono misure standard come per esempio per tavoli e sedie, che si devono adattare alla conformazione del corpo umano), permettono di creare composizioni interessanti e sempre diverse, nel caso si utilizzino gruppi di tavolini al posto di un unico pezzo.
Tavolini Galets via Edilportale
Tavolini Collage di Bonaldo via Designmag
Ecco come un elemento d'arredo piccolo e poco ingombrante riesce a dare movimento e personalità all'ambiente!
Spesso si è visto usare il pouf come tavolino, coprendolo con un vassoio su misura che in caso di un ospite in più, può essere facilmente asportato... può essere anche dotato di un contenitore interno di facile accesso!
via Arredaclick

via digsdigs
Un altro aspetto che adoro dei tavolini è che oggi e per certe misure, si usano indifferente come tavolino, comodino o sgabello all'occorrenza... un esempio? l'eccentrico gnomo della Kartell, che dona personalità ad un semplice letto, ma può essere utilizzato all'occorrenza anche in altri modi!
www.kartell.it
Soprattutto per i piccoli appartamenti, è una soluzione ideale per risolvere problemi di spazio e di eventuali necessità di una seduta in più. e vanno bene anche sgabelli più semplici e "anonimi" del precedente: tutti conosciamo lo sgabello IKEA Frosta: impilabile, personalizzabile e soprattutto multifunzione!

Un'ultima osservazione (e poi la smetto con questa passione smodata per i tavolini) riguarda il colore: consiglio sempre che i pezzi di arredamento importanti come divano, letto, armadio, siano neutri, in modo da non stancare, essendo una spesa importante. Ma un tavolino... una cosa così piccola e volubile... con lui ci possiamo sbizzarrire!!! É come quell'accessorio colorato che ravviva il classico tubino nero!
Pirueta di Piey Design via designerblog
Patricia Urquiola per Kartell, la adoro!!!
Tribe di XL Boom via Design d'ingegno
Potrei postare immagini per ore! E voi li usate i tavolini o sgabelli o puofs o....???
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