lunedì 28 aprile 2014

20 curiosità o poco più su come lavoro

È tutta colpa di Ludus, che su Penna Blu, ha scritto un articolo che mi ha molto incuriosito... e mi sono detta, perché non farlo anche per me? Così  imparo a conoscermi un po' di più e mi scopro davanti ai lettori e clienti..., ed anche loro sapranno con chi hanno a che fare...

  1. Inizio a lavorare presto, sono sempre piena di energie la mattina: è il momento in cui tutto rinasce, anche le idee! Ammetto che quando sono ispirata sono capace di mettermi al lavoro in pigiama, con la mia tazzona di caffelatte davanti e non vado a "prepararmi" finché non esaurisce l'onda creativa...
  2. L'ispirazione mi viene da... tutto! A volte una persona che incrocio per strada, un disegno su un foglio di carta, un volantino della compagnia telefonica o la torta della mamma... ma per stimolare per bene la mia mente io uso tantissimo Pinterest!
  3. Mi ispiri pure tu! La principale fonte di ispirazione per i miei lavori, soprattutto nel restyling, nella grafica e nel retail, sono i miei clienti, la loro personalità ed i loro desideri.
  4. Blocco dell'artista? Non importa, cambio posizione, mi faccio un giro, comincio qualcos'altro, prima o poi l'ispiraizione arriva! Anzi, magari invece di una, me ne vengono tre o quattro in più!
  5. Non posso stare seduta al tavolo per più di un'ora: le idee mi vengono quando sono in piedi e lo stesso le soluzioni ai problemi.
    basta pensare a qualcosa di bello!
  6. Il pensiero laterale vola sempre: ogni cosa che vedo o mi accade fa scattare qualcosa nella mia testa, un ricordo , un collegamento e l'idea mi arriva proprio così!
  7. Prima di progettare, disegno tutto su carta, e adoro i blocchi bianchi e i quaderni tipo Moleskine: prima di essere realizzata, un'idea dev'essere disegnata!
  8. Proprio per questo disegno tutto di tutto, pure le uova e il latte quando scrivo l'elenco della spesa o un bigliettino o se devo spiegare qualcosa: ho sempre il foglio bianco sotto mano.
     
    Scatola per un ufficio #workinprogress!
    Tipico elenco della spesa di casa mia
  9. Scrivo un blog, questo! Mi aiuta a focalizzare i problemi da risolvere, a riflettere su certe situazioni ed a trovare soluzioni a volte difficili e perché no, è anche lui un modo per trovare ispirazione!
  10. Sono una persona visiva e aggiungerei colorata. Se ho l'opportunità aggiungo tocchi di colore ovunque, non necessariamente colori vivaci o fluo (che poi ora sono tanto di moda!), ma anche neutri e grigi, che trovo così eleganti! L'importante per me è non appiattirsi con il monocolor.
    Senza la mazzetta dei colori sono persa...
  11. Creativa sì, ma con una formazione tecnica: conoscere le regole (di spazi, geometrie, funzionalità e materiali) mi aiuta a usarle, a capire quali sono quelle intoccabili e quali quelle che si possono "raggirare": un po' come licenze poetiche, ma nello spazio...
  12. Studio tanto e sono sempre curiosa di tutto, proprio perché non so da dove mi verrà la prossima ispirazione, devo vedere e scoprire tutto! Per me sapere è importantissimo!
    Ho studiato qui!!!
  13. "La curiosità uccise il gatto" dice un proverbio spagnolo (?) e per fortuna non sono un gatto....^_^, ma faccio parte di Persone Curiose, per mantenere la mia mente sempre attiva e stimolata!
  14. Creatività sì, ma con focus: tutti gli interventi che faccio hanno un obiettivo, che sia la vendita o la sistemazione personale in una casa, cerco di non consigliare mai qualcosa perché ..."è più carino", ma perché le proporzioni, gli spazi, la luce, i volumi, i colori.... Tutto ma proprio tutto ha un motivo!
  15. I disegni tecnici sono importanti, proprio perché tutte le mie scelte hanno una motivazione, prendo le misure e riorganizzo gli spazi sempre anche sul piano.
    Un progettino per una parete... workinprogress
  16. Non mi piace la simmetria assoluta, la trovo rigida e quindi poco utilizzabile, al contrario amo l'equilibrio, perché si può sempre ritrovare, può cambiare e stupirci ogni volta. Non è detto che qualcosa di asimmetrico non sia equilibrato: è un gioco di corrispondenze che ci libera dalla gabbia della simmetria (P.S. Amo StanleyKubrick, qualche incongruenza in me c'è...!)
    dal film Shining
  17. Nel mio studio ho due poltrone vicino ad un tavolino, per chiacchierare con i clienti in tranquillità e non ho sedie di fronte alla scrivania, ma di fianco, per non stare mai dall'alltra parte della cattedra: credo nel dialogo e non nei ruoli prestabiliti!
  18. Cerco di uscire dagli schemi: quando ho trovato la "soluzione" provo a "rebaltare" tutto, magari ne trovo una migliore e poi così non seguo preconcetti!
  19. Adoro la grafica e cerco di utilizzarla nel mio lavoro il più possibile, soprattutto oggi che si presta moltissimo alla decorazione di spazi: credo fortemente nell'arredamento integrato con la grafica, soprattutto nel retail!
    Progetto grafico  per una lavenderia
  20. Casa mia è una tela bianca, anzi, lo era, la uso per sperimentare: è sempre home in progress e continuerà ad esserlo: diciamo che è il mio laboratorio del weekend e quel poveretto che mi sta sempre accanto con trapano e chiodi... Santo subito!
    Work in progress per un ingresso
  21. Non mi considero un'artista, ma nel mio studio il cavalletto con i colori e i pennelli vicino alla finestra è un must! (e chiaramente anche uno sgabello!)
    Alcuni dei miei porta matite, pennelli, pennarelli...
  22. Adoro gli sgabelli! utili, flessibili, per sedersi, per appoggiarsi, per essere più alti. Possono essere creativi, essenziali, duri o morbidi, di mille funzioni, materiali, non smettono mai di stupirmi! E poi, quelli più vecchi, si possono colorare e riutilizzare!
    i miei sgabelli preferiti appena ridipinti
  23. Il mio designer preferito? Chiaramente ce ne sono tantissimi! Posso dire che il mio periodo preferito nella storia del design è la prima metà del XX secolo, tra Le Corbusier, Mies Van der Rohe, Bauhaus... la ricerca degli schemi per poi poterli rompere...
  24. Il mio colore... GIALLO! ...sorpresa!!!
    Soggiorno di appartamento in affitto
  25. Adoro le sfide: sono convinta che ce la posso fare, non perché sono la migliore, ma perché credo ci sia sempre una soluzione, quindi anche il cliente più difficile non mi troverà mai svogliata o rassegnata: io non  mollo! (eh, sì, sono pure testona!).
  26. Stile... non ne ho uno in particolare, per me stessa posso dire che vado a sentimento: ogni stanza mi trasmette qualcosa e da quel qualcosa parto. Se invece si tratta di clienti, mi adatto al loro stile, sempre con un occhio alla funzionalità: NO ad eccessi e rigidezza!
Eccomi qui, spero che questi piccoli punti siano stati d'aiuto per capire un po' di più chi sono... Domande?
 P.S. tranne il caffè, l'università e il film Shining, tutte le foto sono di Before & After

martedì 22 aprile 2014

Facciamoci vedere da uno bravo! Gli psicologi nell'arredamento

Aggiungi didascalia
Lo psicologo è un cliente ideale. Dico sul serio, ha delle necessità specifiche per l'interior design del suo studio e non è facile ricreare l'ambiente giusto giusto per mettere a proprio agio un paziente... Ma con la collaborazione giusta con un buon consulente d'arredo...

L'altro giorno ho trovato questo articolo su Apartment therapy: Freudian Slipcovers: Why Psychoanalysts Care About Interior Design 
Mi ha inspirato tantissimo il lavoro del fotografo Mark Gerald suigli studi degli psicoanalisti.(il progetto si può vedere qui! ho preferito non ripostare le immagini per questioni di copyright) Ho guardato tutte le foto e mi sono messa a riflettere: ogni studio ha un aspetto diverso e rispecchia la personalità e la professionalità dell'analista che ci lavora ma...
La decorazione è fatta apposta?
Che sensazione ha una persona che ci entra?
Se lo sono veramente chiesti "loro"?
via Cartoons about happiness "Non dovrei dire questo ma il vero segreto della felicità é possedere più cose di chiunque altro!"
La vignetta calza a pennello con quello che voglio dire: studi pieni di quadri, foto, diplomi, attestati, quasi accatastati per creare un'atmosfera vissuta o di casa, ma che effetto hanno sul paziente? Come decoratrice d'interni ho dei dubbi sulla "serenità" che si suppone debba sentire il cliente all'entrare in quegli ambienti... e allora chiedo è fatto apposta?
O anche gli psicologi e psicoanalisti hanno bisogno di un restyler o relooker per il loro ambiente di lavoro?
Dalla serie Madmen su Popsugar
Ci sono dei topici dello studio dello psicologo: il lettino è quasi fondamentale: credo che tutti ce l'abbiano, anzi, ne hanno due tipi ben precisi: la Chaise longue di Le Corbusier o il lettino Barcelona di Mies Van Der Rohe... eccolo anche nella serie Mad Men.
Sempre Mad Men da AMC tv
Qual è il design perfetto per un luogo del genere? Ho cercato in giro e mi sono apparse molte immagini che mi fanno riflettere (mentre sopra mi sono riferita ad una serie televisiva, qui sotto le foto sono reali...):
  • C'è una forte ricerca della vista piacevole verso l'esterno, forse per evitare la sensazione di chiuso, di  "in trappola". Il verde rilassa moltissimo, dona serenità e sicuramente anch'io mi farei analizzare in un luogo così!
via Oorban
  • In alcuni casi si ricerca la simmetria assoluta, ma qui non mi sento di esser d'accordo: l'assoluto mi ricorda l'ossessione e non è proprio questo che dobbiamo allontanare? Equilibrio sì, ma simmetria e perfezione no...
  • Essere troppo moderni non aiuta: si rischia la sensazione di asettico e poco personale... io lì dentro mi sentirei proprio un individuo strano e fuori posto... 
via Atelier nGai
  • Anche la sala d'aspetto è importante: che sia accogliente e ordinata, come questa che con poco rende gradevole un'attesa non sempre così piacevole...
    via Huston Psychiatry

    Parliamo anche del divanetto? se ordinato, non vecchio e accogliente fa anche lui la sua bella figura, non è forse la prima cosa che guarderemo all'entrare?
    E voi che ne dite? Cari psicologi o psichiatri... sono pronta a darvi una mano estetica!!!

venerdì 18 aprile 2014

Horror white... perché fuggire dal bianco totale

Ha un fascino irresistibile, ed appare nelle più belle case in stile nordico... lo vogliamo tutti, rappresenta la purezza, la pulizia, la bontà... ma non è tutto oro quel che luccica...!
Il bianco piace tantissimo anche a me, ha la capacità di ampliare gli spazi, rende visivamente i soffitti più alti, riflette la luce e non ne modifica le caratteristiche (come invece fanno le tende e le pareti colorate...).
Le qualità sono infinite e possiamo stare qui ore ad elencarle, ma il problema viene quando il Bianco è usato da solo, senza nessun altro colore... Viene definito colore della non-scelta, che ci libera da imbarazzanti decisioni (e litigate con il partner).
Tutto bene se si parla di pareti, ma se poi anche il pavimento, i mobili, gli accessori sono coperti da questo manto angelico, per non dire asettico, forse dovremmo iniziare a porci delle domande.
Perché gli ospedali da bianco candido tendono sempre più ad essere colorati? Perché  
"preponderance of white walls is
emotionally sterile and visually dangerous."
(la preponderanza di pareti bianche è
emotivamente sterile e visivamente pericoloso)
dice Faber Birren, autore del libro Creative color.
"Emotivamente sterile"!!!!! e noi che pensavamo alla purezza, all'eleganza, alla bellezza estrema di questo colore... o non colore.... Avete presente gli istituti psichiatrici?? come vengono rappresentati? Bianchi!
C'è di più: "visivamente pericoloso": il total color rischia di appiattire gli spazi diminuendo la percezione della prospettiva: quello che si crede possa ampliare gli spazi, se usato in modo esagerato ottiene l'effetto contrario, provocando la perdita di profondità!
Chiaramente ci sono varie correnti di pensiero (come su tutti gli argomenti!)  C'è chi dice che il total white è un atto di coraggio (effettivamente, se lo fai fallo bene!) e chi dice che è come un respiro di sollievo dalla confusione di colori: nell'epoca dei tablet, telefonini e schermi in generale, l'assenza di colore attorno allo schermo aiuta a concentrarsi nel dispositivo (questa affermazione mi spaventa un po'...ma non dovevamo abbandonare questi aggeggi?).
Per me Bianco
è silenzio,
è contorno,
è luce,
ma
a cosa serve la luce,
senza qualcosa da illuminare?
Ecco allora che io dico sì al bianco, ma se accompagnato da altri colori, accetto addirittura il greige...
  • Greige: colui che salva gli indecisi dalle scelte cromatiche, se abbinato al bianco, secondo me, dona un tocco di eleganza molto superiore al total white!
    via Pinterest
  • Colori naturali: il vero autentico stile nordico, in questo caso il bianco serve a risaltare i materiali naturali: il legno!
    via Pinterest
  • Grigio: Adoro il bianco + grigio! Attualissimo e sempre elegante! 
    via Lush home
  • Tutti i colori vivaci, è così bello vederli risaltare sul fondo bianco, anche a piccoli tocchi, non invasivi: un modo per cambiare spesso l'immagine dei nostri spazi!
    via Handmade Charlotte

  • Nero: il famoso e super optical black & white, che dona grinta e personalità all'ambiente.
via Sommerwhite


Insomma, finora abbiamo visto come il bianco può risaltare altri colori ma... e se vogliamo risaltare proprio il bianco? La soluzione è semplice: pareti colorate e mobili ed accessori total white... in questo caso l'effetto "contemporaneo" e "coraggioso" è assicurato!
via fruFLY
Mi sento ora di lasciare un messaggio stile pubblicità progresso:
Il bianco può essere pericoloso:
fanne un uso responsabile
e non lasciarlo solo!

giovedì 10 aprile 2014

Una casa che parla di te

Il lavoro del restyler (o relooker) è quello di esprimere al meglio la pr¡ersonalità di chi vive o lavora in un dato ambiente. Non è facile: spesso il cliente è una persona difficile da "decifrare", spesso le mode e le riviste dominano le espressioni delle persone e spesso ancora la paura di esprimere se stessi reprime una personalità colorata e piena di interessanti sfaccettature.

Navigando nel web ho trovato questo articolo: Home decor: your home should reflect your personality (Decorazione: la tua casa deve riflettere la tua personalità). Perfetto! proprio come la penso io!!!
Ecco allora che vi ripropongo alcuni dei punti più importanti, con un po' di "mio"...

Nell'articolo vengono dati alcuni consigli su come rendere la casa il più personale possibile.
  • Scegli i colori: e se poi la parete non ha la tinte che ti aspettavi... puoi sempre cambiare! Effettivamente dipingere le pareti sembra sempre un grande investimento, ma se ci facciamo imbiancare la casa, poi possiamo occuparci noi stessi delle pareti colorate.Nerr'articolo consiglia pure di dipingere i mobili... io aspetterei di essere sicura e mi affiderei ad un buon restauratore!
    via Curbly
  • Pezzi d'arte: non serve avere un picasso in casa, ma nemmeno il poster della Gioconda! L'arte è data anche da pezzi di artigianato locale, da un ricordo di un viaggio, da un oggetto fatto a mano che ha una certa importanza per noi... esprime molta più personalità dei vasetti comprati all'ingrosso...
    via Livet Hemma
  • La tua casa deve sapere di buono: hai mai pensato a quale profumo ti caratterizza di più? Prova ad usarlo per dar un tono gli ambienti in cui vivi, sarà un tocco in più e parlerà di te...
    via Pinterest
  • Dedica uno spazio speciale al riposo... il famoso nook, l'angolino tutto tuo, che ogni casa dovrebbe avere.
    via Katie did
  • Mantieni l'ordine: non commento, ormai ne abbiamo parlato talmente tante volte...
    via Trendenser by Bodil Bergqvist
  • Piante e fiori sono importanti: sono l'elemento vivo che dà movimento agli ambienti, rigenera l'aria e soprattutto da quel tocco di verde, o di colore, che rende un po' speciale ogni angolo in cui è presente!
    via Ana Rosa
  • Silenzio: troppi rumori disturbano, anche se non te ne rendi conto. se questi vengono da fuori, affidati ad un architetto che ti aiuterà ad isolare al meglio la casa sia dal punto di vista acustico che termico.
  • Ed infine gli Specchi, ormai sappiamo che ampliano gli spazi e moltiplicano la luce!
    via Apartment therapy
Grazie Isabel Del Rio per questi interessanti spunti!

venerdì 4 aprile 2014

Restyling: è facile sbagliare se non hai obiettivi chiari!

Buon giorno a tutti! oggi voglio scrivere un post-riflessione, sugli obiettivi reali del Restyling, ma anche dell'Home Staging.
Per quest'ultimo è chiaro: attirare l'attenzione del potenziale cliente ed "innamorarlo" dell'immobile allestito.
La vendita o l'affitto sono mete finali che influiscono sulle scelte di marketing effettuate durante la decorazione dell'immobile. Io lo dico sempre: l'home staging è una parte del marketing immobiliare, non solo un "abbellimento"!
E per il Restyiling?
È chiaro che il desiderio di cambiare ambiente nasce da esigenze diverse: stare meglio in casa, presentarsi meglio agli ospiti o, nel caso di uffici e negozi, presentarsi meglio ai clienti, vendere i prodotti esposti o non esposti (incuriosire!).

Una volta stabiliti gli obiettivi
...è facilissimo dimenticarseli!

Il problema è proprio il mondo della decorazione e dell'interior design: è così vasto e pieno di proposte, idee e spunti che, trascinati dal desiderio di un prodotto, di un colore che affascina, influenzati dalle ultime tendenze, dalle mode del momento che ipnotizzano e traggono in inganno, si rischia di perdere la strada e apportare modifiche senza seguire un filo logico e coerente con gli obiettivi iniziali, per poi arrivare a risultati poco soddisfacenti!
Non voglio dire che non bisogna seguire mode e gusti, anzi, alla fine uno degli obiettivi più importanti è proprio stare bene ed essere a proprio agio con l'ambiente che ci circonda, in casa e nel lavoro, ma fare dei cambiamenti non è così immediato.

Proprio per questo chi si occupa di restyling propone non solo soluzioni esteticamente gradevoli (che poi sono importanti!), ma anche e soprattutto funzionali e focalizzate agli obiettivi.
via Atelier Rue vert
  • Nel negozio l'obiettivo si sposta sul prodotto, mai sentito parlare di visual merchandising?
    via Despoke
  • I negozi devono poter attrarre i clienti anche da lontano, quindi avere un aspetto diverso ed accattivante, ma coerente con l'interno.
    via Pinterest
  • L'arredamento deve sempre permettere che i percorsi umani siano agevolati, ma è chiaro che in un negozio, in un ufficio, in casa o in una camera d'albergo tali percorsi devono essere studiati in modo differente!
    via dezeen
  • Cambiare spesso è importante: diamoci la possibilità di giocare con gli accessori e con i colori avendo uno sfondo neutro che permetta una personalizzazione: saperlo prima è fondamentale!
    via vtwonen
  • Programmare è la chiave, per questo nel restyling, prima di cominciare i lavori, si presenta un progetto, un moodboard (vedi qui) con idee, colori ed esempi.
    via Mochatini
  • Lasciarsi consigliare da chi vede l'ambiente da fuori è un valido aiuto, ma dev'essere un professionista: troppi consigli possono portare confusione...(amico, nipote, dirimpettaio, collaboratore... tutti esperti in decorazione!)
    Eccomi, sono io!!
Avrò modo di ritornare sull'argomento più avanti, visto che sto per affrontare una "sfida di restyling" non da poco, ma che potenzialmente mi porterà tanta soddisfazione!



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...