mercoledì 28 maggio 2014

Progettiamo un ufficio! Le nuove frontiere del lavoro indoor...

via Home edit
Non è facile progettare il luogo di lavoro in cui una persona passerà "almeno" 8 ore al giorno, o meglio, non è così immediato, perché non c'è la formula magica.

via Ergonomics basics
Gli unici dati certi sono le varie altezze ergonomiche di sedie e tavoli, ma poi... dipende tutto da mille fattori!
Qualche mese fa ho scritto un articolo sull'ufficio in casa, questo vuole essere una continuazione.

Prima di progettare il nostro bellissimo studio (ci sono mille esempi in rete a cui ispirarsi!!) è conveniente porre alcune domande al proprio cliente:

SUL LAVORO SVOLTO
  • Che tipo di attività si svolge nell'ufficio?
  • Ci sono frequenti contatti con clienti o fornitori?
  • Il dialogo con altre persone avviene con una scrivania in mezzo? (è necessario questo o è meglio essere vicini?) - che tipo di rapporto si deve instaurare con l'interlocutore?
  • Si tratta di un lavoro creativo o ripetitivo?
  • C'è bisogno di spazio per archiviare o librerie o grandi cassettoni per fogli?
SUL LAVORATORE
  •  Che tipo di persona è?
  • Ha bisogno di ispirazioni o si distrae facilmente?
  • Pianifica in agenda o al computer?
  • è creativo? ha bisogno di spazi bianchi? (lavagne o pannelli)
Non parliamo poi dell'evoluzione stessa del concetto di ufficio come luogo di lavoro:
  • Industriale (metàXX sec.)
    via Office museum
  • Landscape (1950-1970) - presenti ancora oggi soprattutto in studi di architettura... ne so qualcosa...
    Oggi ancora usato via Music at work
  • Cubicoli (1980-1990) - un po' di ironia non guasta, ma dev'essere stato (ed è in alcuni casi) proprio duro lavorare così!
    via Resistenza umana
  • Fun office (2000) - Tutti abbiamo visto il classico ufficio GOOGLE (e tutti vorremmo lavorarci)... sogno irraggiungibile? NO!
    via Zeospot
  • Collaborativo Co-working (oggi) - Se pensiamo agli ambienti di coworking attuali, possiamo vedere che il concetto di pausa e divertimento viene ripreso, ma non è più utilizzato solo come svago, ma come strumento per interazione di professionisti e possibile ogirine di nuove idee geniali (così nascono le start up, giocando a calcetto!)
    via Talent garden
...aggiungerei anche i nuovi spazi dedicati ai makers...
Daniel Goodman / Business Insider
Ci sarebbero ancora moltissime domande da fare ma già da questi brevi elenchi di dati ci possiamo rendere conto di alcuni importanti concetti:
  1. (forse scontato) per ogni tipo di lavoro ci vuole un ambiente diverso, anche se si svolge nel classico ufficio!
  2. Il modo di lavorare cambia e si evolve negli anni e così anche l'ambiente lavorativo (interior design).
  3. Anche se il lavoro è lo stesso, il lavoratore no: per persone diverse ci sono esigenze diverse!
Se pensiamo agli ambienti di coworking attuali, possiamo vedere che il concetto di pausa e divertimento viene ripreso, come in Google, e non è più utilizzato solo come svago, ma come strumento per interazione di professionisti e possibile originedi nuove idee geniali (così nascono le start up, giocando a calcetto!)
Robert Libetti/Business Insider
Insomma abbiamo superato l'epoca in cui si facevano affari giocando a golf!! Ora ci siamo evoluti al ping pong! È sempre networking in fondo!

E voi che concetto di ufficio avete?

    mercoledì 21 maggio 2014

    Il prezzo delle idee (gratis per gli omini lego)

    Spesso parlando con colleghi in tutta Italia (gruppi di Home Staging e Network Home Personal Shopper) ci confrontiamo sulle nostre esperienze, sul nostro vissuto nel lavoro.
    I risultati sono molto diversi: siamo persone con backgrounds differenti e skills molto vari, ma una cosa ci unisce: la creatività e la competenza nel nostro lavoro.
    Il problema? che a volte questo non viene capito!
    Sono due concetti un po' difficili da tradurre in parole, ma con questo post voglio cercare di spiegarle...
    Creatività 
    è una cosa innata, è vero, c'è chi ce l'ha e chi no: noi ce l'abbiamo, siamo vulcani di idee, ma per produrre tutte queste idee spendiamo molta energia, ci informiamo, studiamo (e non solo all'università!) frequentiamo corsi, compriamo libri e riviste, confrontiamo design e soluzioni, analizziamo il lavoro degli altri per capirlo e lasciarci ispirare. Non copiamo, ma apprendiamo!
    via Design Rulz

    Competenza 
    eh be', qui viene il bello: la competenza è quella cosa data da studio ed esperienza che permette di gestire la nostra creatività rendendola meno effimera, rendendola utile e funzionale, ci permette di dare un perché alle nostre scelte, un perché alle proposte ed ai progetti che forniamo ad i nostri clienti, ci permette di vedere le conseguenze che ha dipingere una parete di un colore o di un altro e non in teoria (tipo parete scura rimpicciolisce l'ambiente) ma in pratica (questo ambiente qui, per raggiungere questo obiettivo qui ha bisogno di questo accorgimento qui!).
    Per questo ci facciamo pagare, perché le idee a vulcano possono essere gratis (se passeggio per strada mi capita di vedere vetrine ed immaginarmi mille alternative!), ma l'idea giusta, quella che vince su tutte le altre, quella si paga.
    E si paga perchè è l'idea più bella, personalizzata e solo per il cliente, solo per lui, per nessun altro!
    via Izismile
    Quando ero piccola invece di costruire edifici di lego, facevo i contorni con i mattoncini e creavo stanze che poi arredavo e riarredavo e non per questo ero un'home stylist! Lo rendevo carino, giallo rosso e blu (erano questi i colori!), ma non ancora funzionale (gli omini della lego non avevano esigenze specifiche!), non ci pensavo, giravo il tavolo a caso, finché non mi sembrava che stesse bene, ma poi lo rigiravo...perché? non lo sapevo, mi piaceva così!

    ...questa ce l'avevo, ma non ho mai seguito le istruzioni!!!  C Lego group 1978
    Ora con i programmi avanzati che ci offre la tecnologia faccio più o meno lo stesso, ma con obiettivi, focus, cognizione di causa, ricerche e scelte a volte difficili, a volte coraggiose.
    E credetemi:
    non è lo stesso sapere il perché
    o fare una cosina carina.

    Può pure capitare che non riusciamo a trasmettere le soluzioni al cliente, sarà un problema di comunicazione (stiamo imparando anche questo!) o di rigidezza vs flessibilità, ma ogni linea, ogni tessuto, ogni pigmento di colore ha il suo motivo ed è per questo che dopo un intervento di restyling, Home shopping o di Home staging l'effetto wow ci dev'essere!
    (...nelle mie casette lego non c'èra mai...)

    Conclusioni:
    Idee per le casette della Lego: quante ne volete e gratis!
    Idee serie e per raggiungere obiettivi concreti di benessere in casa o di vendita o visibilità... costano qualcosa in più...

    E voi che ne pensate?

    lunedì 19 maggio 2014

    Collaborazioni creative: Progetto Morosin

    Quando scopro che attorno a me la gente si muove, ha voglia di creare e di mettersi in gioco, mi fa proprio piacere, mi fa capire che non siamo così sprovveduti e seduti di fronte ai momenti difficili.
    L'evento a cui ho partecipato qualche giorno fa lo dimostra. Ho avuto l'opportunità di assistere alla presentazione di una nuova linea di ceramiche Mutina, ospite di Morosin Ceramiche.
    Photo by Stefania Cavalletto

    Cos'ha di speciale tutto questo? Un'unica parola, anzi due:
    Collaborazione e condivisione.

    • Collaborazione, perché Morosin Ceramiche ha avuto l'intuizione di creare uno spazio uno showroom nel quale coesistono i prodotti (ceramiche), ma anche allestimenti di architetti ed interior designers; si crea così uno spazio in cui hanno modo di coesistere arte, musica, materia (non dimentichiamo che la ceramica è fortemente materica, soprattutto nelle collezioni presentate!), in una fusione di musica, networking: un'atmosfera urbana, che non si chiude in piccoli gruppi ma invita al dialogo ed allo scambio di idee ed opinioni.
    Photo by Stefania Cavalletto

    Ecco come lo spazio progettato dal giovanissimo Davide Canton, allestito per l'occasione da Trattosottile e arricchito dalla nuova collezione di ceramiche realizzata dai designer Edward Barber e Jay Osgerby diventa una strada di Londra, con le sue textures, i suoi angoli, la sua musica, la gente frizzante ed eclettica.
    Photo by Stefania Cavalletto

    Morosin, grazie al "Progetto Morosin", riesce a far incontrare realtà diverse che si integrano e completano con un risultato veramente accattivante.

    • Condivisione, perché grazie a questo bellissimo lavoro la gente è portata a condividere ancora più idee, spunti, riflessioni. è stato creato un luogo che ispira creatività e comunicazione. Un'operazione di marketing che funziona, ma che non credo sia stata fatta con quest'unico scopo.
    Photo by Stefania Cavalletto
    E le ceramiche? Fantastiche: invitano a essere toccate, non c'era una piastrella uguale all'altra e così particolari che, invece di farci la stanza intera (come si è sempre fatto fin ora), possono essere usate per piccoli inserti, zone puntuali da risaltare, come un'opera d'arte in mezzo ad un rivestimento più classico e liscio.
    Un'idea per un tocco elegante e contemporaneo anche per chi l'intera parete non può permettersela!
    Photo by Stefania Cavalletto
    Non mi resta che fare i miei complimenti a Franco Morosin ed a tutti i suoi collaboratori, ma soprattutto ringraziare Rosita Bellotto di Agenzia Jolly Immobiliare per avermi dato questa bellissima opportunità!

    lunedì 12 maggio 2014

    Perchè funziona? Deco tips da una foto che ispira!

    Buon giorno! Ci ho pensato un po' ma poi mi sono decisa ed ecco una nuova rubrica del mio blog: Perché funziona?.
    Molto spesso (io per prima nella moda e nei capelli), siamo tentati a "copiare" ciò che vediamo senza pensare che magari quei pantaloni non ci stanno bene, quella tinta di capelli non risalta il nostro incarnato, quelle tende sono troppo alte rispetto alla nostro soggiorno... così cercando di applicare proprio quella soluzione che ci è piaciuta tanto, spesso risultati sono un po' deludenti...

    Ora, io di moda e capelli ci capisco poco, ma per quanto riguarda l'arredamento e la decorazione... 

    Perché funziona?

    Prenderò ogni volta una foto che mi è piaciuta particolarmente e spiegherò perché è così gradevole alla vista senza puntare il dito sul singolo oggetto ma come quell'oggetto si inserisce bene nel contesto in cui è inserito e quindi proprio per questo ci piace!
    Poi potremo sempre copiare, ma lo faremo con cognizione di causa!

    Proviamo?
    Ecco la foto di oggi!
    "Un ambiente democratico"
    via Apartment therapy
    L'ho vista proprio questa mattina e mi sono innamorata!

    COLORI: un verde petrolio associato al grigio, al nero ed al legno naturale: un mix perfetto che porta ad una sensazione di serenità...
    PERCHÉ FUNZIONA? Ogni colore è dosato in modo equilibrato: nessuno spicca in modo particolare (pensate alla superficie del divano verde, ma anche a quella del mobile scuro ed a quello del tavolo, con la superficie del quadro grigio): non si esagera in nessuna direzione, anzi, addirittura la texture del tappeto denota un atteggiamento democratico nei confronti dei colori! Certamente il verde ha una personalità tutta sua, ma non esce prepotentemente alla ribalta!

    MOBILI: le famose sedie Eames Plastic Armchair DAW del 1950, ma attualissima (ormai la vediamo ovunque!), il tavolo con la superficie in legno grezzo e il nostro divano imbottito, rivestito in velluto. Sul fondo un mobile laccato nero ed il tappeto con la texture a zig zag...
    PERCHÈ FUNZIONA? La scelta democratica è evidente anche in questo caso: un mix and match perfetto fra materiali (più grezzi ed eleganti) ed epoche (dal 1950 al mobile dal design attuale, passando dal divano anni '60) Tutti i mobili sono coordinati da dettagli in metallo nero o legno dipinto, lo notate? C'è sempre un filo conduttore pur nella diversità di ogni pezzo.

    DECORAZIONE: Quadri alle pareti con colori tenui o piccoli tocchi vivaci, cornici aggruppate in fondo, una lettera (che non può mancare mai ^_^) e l'elemento sorpresa: le enormi lanterne con i rispettivi ceri che dominano il tavolo.
    PERCHÈ FUNZIONA? Anche qui troviamo un filo conduttore dato dai materiali metallici delle decorazioni appoggiate, dall'altezza omogenea degli oggetti sul mobile ma... questa volta le lanterne spiccano (poco democraticamente questa volta) sul tavolo. È l'elemento inaspettato che rende la stanza così interessante!

    ILLUMINAZIONE: la luce bianca naturale che entra dalla finestra dice tutto, non è stato nemmeno necessario accendere le lampade!
    PERCHÉ FUNZIONA? Quando si fanno le fotografie se la luce naturale lo permette, è sempre consigliabile non usare altre fonti d'illuminazione. La luce diffusa sottolinea ancora una volta il carattere democratico di tutto l'insieme: coerenza fino alla fine!

    VOLUMI E LINEE: l'orizzontalità delle sedie disposte in fila, della lampada centrale, delle decorazioni in fondo alla stanza e dei mobili stessi si contrappone alla verticalità delle lanterne, disposte comunque in fila e ordinate.
    PERCHÉ FUNZIONA? Anche quest'aspetto è importante: le dimensioni degli oggetti e la loro distribuzione (mobili, decorazioni, illuminazione) si rapportano l'un l'altro. Tutto qui è in fila e tendenzialmente orizzontale, tranne le lanterne, esposte con orgoglio sul tavolo, degno elemento per creare l'effetto WOW!

    Qui finisce il primo "Perché funziona?" di Before & After... piaciuto? interessante? utile? fatemi sapere!!!
    Baci

    giovedì 8 maggio 2014

    Non esageriamo! Quando l'Home staging è un po' troppo...

    Adoro allestire case, soprattutto se questo significa dare loro l'aspetto migliore per aiutare il potenziale cliente ad immaginare la sua propria casa... Guardare il lavoro svolto e pensare: qui ci starei proprio bene!
    Il pericolo è sempre quello di lasciarci trasportare troppo dalla passione dell'ARREDARE e DECORARE e di trasformare gli ambienti in luoghi esagerati, provocando l'effetto contrario a quello desiderato, o stare eccessivamente attenti a non superare quella linea sottile, creando ambienti asettici e poco interessanti.

    Dobbiamo ambire
    all'effetto wow!
    via Luca Santuari
    Ci ho riflettuto leggendo questo articolo che riporta 6 caratteristiche dell'Home staging, che possono risultare fastidiose al cliente finale.
    Li analizzo soprattutto per me, perché ripassare le vere motivazioni per cui un Home Stager compie certe azioni è importante, per non dimenticarsi mai che non si tratta di semplice decorazione o di un allestimento superficiale, ma di un'azione di marketing mirata e quindi dev'essere sempre perfetta!

    1. Ambiente troppo impersonale, come una camera d'albergo. Effettivamente io in un Albergo non ci vivrei, ma quando vedo case ben allestite la sensazione di "mi sento a casa" è così rasserenante... ed è proprio quella che vogliamo ottenere! Lo dico sempre: ogni casa ha la sua personalità: tiriamola fuori con piccoli tocchi!
      Per essere ordinata, è ordinata, ma ammettiamolo: così spoglia e impersonale non ci sucita emozioni...
    2. Odori eccessivi: sembrerà strano ma (purtroppo per gli home stagers) apprezzare un dato tipo di profumo non è cosa universale. Ci sono nasi molto sensibili e odori considerati universalmente "buoni" che invece possono sucitare ricordi meno gradevoli al visitatore. Un esempio? il TALCO è consigliato da consulenti esperti, come profumo per attirare clienti nei negozi: ci ricorda l'infanzia, il bebè, la pulizia... parlandone con una cliente mi ha detto che le ricorda un ambiente anziano e poco gradevole, per l'uso eccessivo che ne aveva fatto la nonna anni prima. - Conclusioni: stiamo attenti!
    3. La stessa cosa succede con la musica: non possiamo sapere quali emozioni possiamo suscitare scegliendo un dato brano musicale. Con questo non voglio dire che le melodie sono off limits, ma che la scelta è un tema molto delicato e che fra i rischi c'è quello di far sentire il cliente manipolato (cit.).
      Nel film ZOOLANDER la musica sceta dal DJ era ciò che scatenava la furia omicida del protagonista...
    4. L'uso di mobili vecchi e brutti. È forse il problema più grosso riscontrato dagli home stagers. È legato al budget disponibile dei popietari dell'appartamento, che si portano via i mobili nuovi e belli e ne lasciano di brutti e spesso inguardabili. Saremo in grado di renderli bellissimi e adatti all'allestimento o avremo il coraggio di dire ai proprietari che tali oggetti non sono adatti all'home staging?
      via Belinda Davidson
    5. Le riparazioni sbagliate. L'Home staging è sempre un investimento da parte del venditore: non dimentichiamolo mai! Stiamo attenti a come impieghiamo le risorse del nostro cliente perché ogni azione ha come obiettivo la vendita o l'affitto della casa!
    6. Decluttering superficiale. Togliere gli oggetti in eccesso non vuol dire nasconderli, ma eliminarli del tutto! la classica "polvere ammucchiata sotto il tappeto" verrà subito scoperta, così come gli "armadi esplosivi...."
    La conclusione a tutta questa riflessione?
    L'Home Staging
    non è così facile
    come sembra
    Il professionista stesso deve ricordarsi ogni volta qual è il suo obiettivo ultimo e quali sono le conseguenze di ogni azione, di ogni oggetto collocato, spostato o tolto, quasi un lavoro da chirurgo... e qui magari essagero pure io!
    Voi cosa ne pensate?

    venerdì 2 maggio 2014

    Un logo per correre, ma con filosofia!

    Oggi presento un lavoro di grafica che ho eseguito per una persona speciale: un amante della corsa e dello sport, ma con una visione della vita serena, sempre orientato a superare se stesso, a mettersi alla prova, ma allo stesso tempo ad accogliere i spunti e messaggi che trova in torno a sé.

    Si chiama Massimo Pozzi ed è venuto da me con un'idea precisa, una visione (mi piaceva già!) e una domanda: come trasmettere il concetto di 
    corsa
    per migliorare se stessi
    e la propria vita?

    Il suo lavoro infatti consiste non solo nel preparare le persone dal punto di vista atletico, nell'accompagnarle durante tutto il percorso "fisico", ma far sì che questo cammino sia anche un momento di ricerca e quindi evoluzione interiore.
    Un Coach a tutto tondo, un professionista per il corpo e per la mente. Tutto questo traspare dalle sue parole e dal suo atteggiamento, sempre positivo ed entusiasta nei confronti della vita.

    Una sfida per me, ma una sfida bellissima! La sua visione riguardava l'uomo vitruviano.


    Come trasmettere il concetto di corsa e di uomo insieme??? L'uomo che corre, come ce lo immaginiamo (di profilo) non trasmette certo la situazione di equilibrio del famoso personaggio leonardesco!
    Abbiamo riflettuto: questo simbolo della perfezione umana, un modello proporzionale che rappresentava il più alto segno dell'armonia divina, è anche simbolo della visione dell'uomo del 1500: perfetto.
    Oggi è diverso: l'uomo è in continua evoluzione, non finisce mai di imparare, di crescere. Proprio questa crescita continua, che non ambisce più alla perfezione, ma ad una maggior cognizione di sé stesso, esce dalla concezione vitruviana e accetta i propri difetti (l'uomo quindi non è perfetto), nella convinzione che può migliorare sé stesso: evoluzione continua.
    Ecco quindi il risultato:
    L'uomo di oggi esce letteralmente fuori dalla concezione vitruviana, mantiene la sue proporzioni in armonia con la natura, ma va avanti e migliora attraverso la corsa, lo sforzo e la ricerca di sé.
    La parte frontale del biglietto da visita, dopo un lavoro di ricerca compositiva è risultato essere questo: con un lavoro di composizione ed equilibrio tra il disegno vero e proprio e le parole chiave scelte da lui.
    E il colore? Anche qui è stato fatto un ragionamento: si è scelto un arancio molto forte, energetico, che trasmettesse la voglia di fare frizzante che si respira nell'aria quando si parla con lui.
    Vi ha incuriosito? Passate per la pagina web di Massimo, scoprirete anche altri progetti benefici, di cui vi parlerò più avanti!!!


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